Giovedì 27 Giugno 2019

Celebrato 205° annuale fondazione Arma. De Cinti: "Centrale il dialogo tra cittadini e carabinieri"

Mercoledì 5 Giugno 2019
Il comandante provinciale Roberto De Cinti durante i festeggiamenti del 205° Annuale della fondazione dell'Arma dei Carabinieri

Il comandante ha delineato l'esito dei servizi svolti dall'Arma dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019, in contrasto ai reati in materia di stupefacenti, predatori e di furti e rapine

Questa mattina, mercoledì 5 giugno, è stato festeggiato il 205° Annuale della fondazione dell'Arma dei Carabinieri alla Caserma “Giovanni Frignani”, sede del Comando Provinciale, di viale Pertini, a Ravenna. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili, religiose e militari, nonché le rappresentanze delle sezioni delle Associazioni Nazionali Carabinieri e Forestali, oltre al personale in servizio con i rispettivi familiari. Presenti anche il Gonfalone della Provincia, decorato di Medaglia d’argento al valor civile, e quello della città di Ravenna, decorato di Medaglia d’oro al valor militare.

 

Durante la parata, il comandante provinciale dei Carabinieri, Colonnello Roberto De Cinti, dopo aver ringraziato gli ospiti per la partecipazione a questa giornata "che conferisce ulteriore concretezza e riconosce adeguato valore al festeggiamento della 205^ ricorrenza della fondazione dell’Arma dei Carabinieri" ha ricordato "i militari il cui operato quotidiano ha improvvisamente determinato un eccezionale sacrificio personale, sempre considerato e messo in conto, ma inaspettatamente tanto doloroso quando vissuto o solo conosciuto".

"Il rimedio capace di alleviare significativamente il malessere e alimentare ininterrottamente l’entusiasmo di dedicarsi al prossimo - afferma De Cinti - è la vicinanza delle donne e degli uomini che apprezzano il servizio svolto dall’istituzione, della quale ricercano l’approccio semplice e il suggerimento equilibratoSapere che l’Arma esiste tra le località più periferiche e che qualcuno è pronto all’ascolto di fatto rende contiguo lo Stato alle comunità, permettendo di affrontare le diverse vicissitudini anche ai piccoli presidi, costantemente nella condizione di ricevere il giusto supporto da quelli dotati di maggiori risorse, laddove richiesto dai bisogni prospettati."

"Assume conseguentemente carattere di centralità - continua il comandante - il dialogo che si instaura tra la popolazione e il carabiniere, il quale diventa il responsabile delle confidenze raccolte e delle iniziative da intraprendere per la gestione delle problematiche esposte, a prescindere dall’età e dalla professionalità maturate. Suonando il campanello di ciascun reparto, qualcuno risponderà, valuterà, instraderà e, se del caso, assicurerà l’intervento o lo disporrà. Qualora ciò non accadesse, anche se per impedimenti o disfunzioni occasionali, il rammarico sarebbe grande e rappresenterebbe il termometro della genuina aspirazione a mantenere intatto il rapporto con la collettività, mediante il contatto discreto, non invasivo e rispettoso delle peculiarità di ogni luogo."

"Emerge, così, una frontiera lungo la quale l’Arma si è attestata e ha di volta in volta cercato di fare tesoro del ricco patrimonio culturale e ambientale accumulato progressivamente, evolvendosi anche sotto il profilo tecnologico. Ciò ha comportato prima e prevede tuttora uno sforzo dovuto, strettamente legato alla necessità di non accontentarsi della soluzione più facile o approssimativa. Ne discende un’apertura dai contorni moderni e contestualmente ancorati alle tradizioni migliori. Risulterebbe presuntuoso e anacronistico - aggiunge De Cinti - privilegiare una singola ipotesi o un’unica idea, sottovalutandone gli eventuali difetti e, peggio ancora, ignorandone le ripercussioni sulla sfera soggettiva altrui."

"Pertanto, ogni qualvolta l’Amministrazione pubblica, con l’Arma dei Carabinieri, le forze di Polizia e dell’ordine in genere e gli organi di cui si avvale, fornisce il proprio contributo prescindendo dall’importanza dell’evento o del contesto, dimostra l’aderenza alla realtà e la solidarietà alla base del benessere generale. Continua a essere fonte di soddisfazione la richiesta avanzatami in strada da una signora per incontrarsi con i miei collaboratori allo scopo di ottenere spunti volti a scongiurare la commissione di truffe nei confronti suoi e di altri coetanei. Lo stesso dicasi per le istanze ricevute - dichiara il comandante - con l’obiettivo di tenere conferenze nelle scuole, visitare le Caserme e istituire ulteriori Stazioni. Sono gratificazioni tese alla definizione della cornice di serietà e garanzia nella Provincia dell’Arma, non scalfita dalle potenziali criticità che nel tempo vengono affrontate in ragione di accadimenti e avvenimenti contingenti."

"La possibilità di svolgere legittimamente un’attività e di vedere rispettata la dimensione umana - continua De Cinti - è il minimo comune denominatore di ogni forma di aggregazione, che trova la propria espressione nella collaborazione, peraltro assicurata, in tema di prevenzione, dal coordinamento e dal raccordo promossi dal Prefetto, nonché, in materia di repressione delle condotte illecite, dal governo della giustizia posto sotto la direzione del Procuratore della Repubblica e al vaglio degli uffici dedicati all’espletamento delle delicate funzioni correlate. Desidero adesso delineare sinteticamente ciò che l’Arma di Ravenna ha garantito tra il 1° giugno 2018 e il 31 maggio 2019, al fine esclusivo di evidenziare l’indispensabilità dell’ausilio fornito da tutti, compresi coloro i quali con pazienza permangono in attesa di ottenere risposte e spiegazioni. L’impegno corale è servito per arginare lo smercio degli stupefacenti, finanche nei pressi delle scuole e nei luoghi di aggregazione apparentemente estranei alla circolazione della droga. Sono 114 le persone arrestate, 64 quelle denunciate e quasi 15 i quintali delle sostanze sequestrate tra eroina, cocaina, hashish e marijuana. Particolare attenzione è stata riservata alla consumazione dei reati predatori, sempre troppi, lesivi dell’intimità delle vittime e perpetrati spavaldamente."

"Ammontano a 93 gli arrestati e a 335 i denunciati resisi promotori di furti e rapine, per il cui contrasto i militari coscientemente non hanno omesso di esporre a rischio la propria incolumità, pur di salvaguardare le parti offese qualora si sia manifestata l’opportunità di offrire soddisfazione o contenere il danno. Purtroppo non sono mancate le varie forme di raggiro, di maltrattamento e di violenza, affrontate con la medesima dedizione, nonché con gli stessi risultati, talvolta conseguiti fortunatamente prima dell’aggressione, ma in altre circostanze dopo aver assistito a sofferenze difficilmente mitigabili, se non comprese e alleviate con l’atteggiamento solidale e concorde sempre auspicato a vantaggio di ognuno. Complessivamente - informa De Cinti - i Carabinieri hanno eseguito 582 arresti e fermi, nonché denunciato 2.883 autori di reato, effettuando 22.900 pattuglie, identificando più di 96.400 persone e controllando oltre 91.700 veicoli. A tali esiti si aggiungono quelli delle articolazioni forestali del Gruppo e del Reparto Biodiversità, che, nei qualificati settori di competenza, hanno posto in essere oltre 3.800 controlli, denunciando 70 responsabili di violazioni contro il territorio e rilevando illeciti amministrativi per circa 85.000,00 euro.

"Nel volermi avviare verso la conclusione, sento l’esigenza di rivolgere un grazie sentito all’Associazione Carabinieri in congedo, all’Associazione Nazionale Forestali, alla Rappresentanza militare e ai Carabinieri coi quali ho l’onore di lavorare e condividere gioie, prove e imprevisti sia in Italia sia nei molteplici teatri di missione all’estero. Auguri sinceri, cordiali e affettuosi all’Arma dei Carabinieri" conclude il comandante De Cinti.

A conclusione della manifestazione si è proceduto alla premiazione dei carabinieri distintisi in attività di servizio.




 

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