Martedì 18 Giugno 2019

Sil Confesercenti. I premiati della 21a Edizione di “Un libro premia per sempre”

Giovedì 30 Maggio 2019

Migliore recensione: quella per “Éveline”

Questa mattina 30 maggio si sono tenute le premiazioni del 21° concorso “Un libro premia per sempre” organizzato dal SIL-Sindacato Italiano Librai e cartolibrai della Confesercenti, che hanno visto premiate le migliori recensioni critiche prodotte dagli studenti delle scuole superiori della provincia di Ravenna. La mattinata si è svolta a Ravenna presso un Palazzo dei Congressi gremito di studenti, con ospiti gli scrittori finalisti del 67° Premio Bancarella Alessia Gazzola autrice di “Il ladro gentiluomo” e Giampaolo Simi autore di “Come una famiglia”. 

 

Con quasi 470 recensioni consegnate correttamente ed entro i termini, gli studenti che hanno letto uno tra i sei libri finalisti al Premio letterario Bancarella sono quelli degli istituti:

  • Liceo Scientifico Oriani di Ravenna
  • Liceo Linguistico Torricelli-Ballardini di Faenza
  • IPS Olivetti-Callegari di Ravenna
  • Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna
  • Liceo Classico Alighieri di Ravenna
  • Polo Tecnico Professionale di Lugo - Compagnoni
  • Liceo Scientifico Torricelli-Ballardini di Faenza
  • Liceo Classico Torricelli-Ballardini di Faenza
  • ITIP Bucci di Faenza
  • Liceo Scienze Umane/Artistico Torricelli-Ballardini di Faenza
  • IPSSAR Tonino Guerra di Cervia.

 

La mattinata, condotta dal giornalista Nevio Galeati, si è aperta con i saluti del Presidente onorario provinciale di Confesercenti Roberto Manzoni, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Gianluca Dradi e l’Assessore comunale alla Cultura Elsa Signorino, e la consegna del premio speciale del Sindacato Librai di Confesercenti “Ravenna e le sue Pagine” a Eugenio Sideri, drammaturgo e regista, docente di recitazione, drammaturgia e storia dello spettacolo.

La Giuria ha scelto Sideri per il suo ultimo “Partigiani. Storie della Resistenza raccontate a teatro” per l'impegno civile dello stesso autore nel portare nei teatri le storie della resistenza e dei partigiani, parlando ad un pubblico che non ha più l'opportunità di sentire dal vivo le testimonianze di chi ha combattuto e vissuto quel periodo. Ecco perché un lavoro come quello di Sideri ha un compito prezioso, soprattutto nei confronti dei ragazzi: la trasmissione della conoscenza attraverso il racconto a più voci, per non perdere la memoria di tutto ciò che ci ha garantito fino ad oggi la nostra libertà e dei valori che occorre ricordare e praticare.

La mattinata, a cui è intervenuta anche la Presidente Provinciale della Confesercenti, Monica Ciarapica, è poi proseguita con le premiazioni delle migliori recensioni degli studenti. Tra queste, la miglior recensione in assoluto è stata quella di Matilde Morelli del Liceo Classico Alighieri di Ravenna, che si è aggiudicata un buono per una fine settimana per due persone in una capitale europea messo a disposizione da Assicoop Romagna Futura agente generale UnipolSai Assicurazioni.

Matilde Morelli col motto “Black Sun” ha recensito il libro di Marco Scardigli “Évelyne”. Alle scuole è stato consegnato il nuovo segnalibro realizzato dal SIL-Sindacato Italiano Librai e cartolibrai della Confesercenti per questa edizione. La grafica è stata curata dall'artista ravennate Anna Lisa Quarneti in arte “Piki”. Di seguito gli studenti premiati per la migliore recensione di ciascuno dei 6 libri finalisti al 67° Premio Bancarella.

 

Migliori per autore

  • Per “Dove il destino non muore” di Elisabetta Cametti / IPS “OLIVETTI-CALLEGARI” DI RAVENNA / MICHELE CAROLI / MOTTO: BIG CAROL 98
  • Per “Il ladro gentiluomo” di Alessia Gazzola / LICEO SCIENTIFICO “ORIANI” DI RAVENNA / CARLO ANDREAS PASSARINI / MOTTO: BUBI
  • Per “Preludio a un bacio” di Tony Laudadio / LICEO ARTISTICO “NERVI-SEVERINI” DI RAVENNA / ANNA SEDIOLI / MOTTO: AMELIE
  • Per “Prima che te lo dicano gli altri” di Marino Magliani / IPS “OLIVETTI-CALLEGARI” DI RAVENNA / FRANCESCO NERI / MOTTO: KEKKOBLACK
  • Per “Éveline” di Marco Scardigli / LICEO LINGUISTICO “TORRICELLI-BALLARDINI” DI FAENZA / ANNA SOFIA SCHEELE / MOTTO: LOKADOTTIR
  • Per “Come una famiglia” di Giampaolo Simi / LICEO SCIENTIFICO “ORIANI” DI RAVENNA / TOMMASO RAVAIOLI / MOTTO: DUPIN

 

A seguire si è svolta la premiazione della miglior recensione per ciascun Istituto e, infine, la consegna del 1° premio alla migliore recensione. La recensione vincitrice per “Éveline” di Marco Scardigli è quella di MATILDE MORELLI (motto: BLACK SUN) del LICEO CLASSICO “ALIGHIERI” di Ravenna).

LA RECENSIONE VINCITRICE: EVELYNE di MATILDE MORELLI

Il mistero della donna francese Un universo al femminile, astuto, crudele, generoso; con due eroi un po’ imbranati, timidi e orgogliosi, dentro una bolla illuminata dagli occhi dorati della zingara bambina col suo mazzo di tarocchi che puoi leggere al dritto e al rovescio come le cose della vita. Tutto in un mese, tutto in un luogo, in uno svolgersi insinuante come una danza intercalata dai corpi di neonati morti e vivi, messi in vendita come merce di scambio. Marco Scardigli scrive in modo sciolto (a volte persino ammiccante con quel mezzo-francese sulle labbra di Evelyne), preciso e accattivante. Scrive all’antica, dove l’orrore della trama viene attutito con una sapiente messa a fuoco dei protagonisti, buoni e cattivi, perfettamente simmetrici fra loro. I buoni con la proverbiale semplicità e bontà d’animo che è anche miopia dei fatti reali, salvo la generalessa donna Elena, in forza della sua estrazione nobiliare. I cattivi presentati come canaglie, avidi di denaro, in una parola, subumani. Ci propone una Novara inizio Novecento, movimentata e puntigliosa nella cartina urbana, un po’ sfocata nella socialità civile. Minuziosi e ben conosciuti Esercito e Prefettura. Le donne sono legate fra loro in modo tale da sembrare parte di un’orchestra: Tina che dà sempre qualcosa a tutti, Evelyne, la francese esclusa dal diritto all’eredità del marito e assediata dai fratelli di lui, che escogita un progetto sul filo della legge; Elena, la nobildonna più anziana, riflessiva e amorosa; Gisa, la sapienza oscura delle streghette medievali, le ragazze emarginate accolte nella sartoria e perfino Regina, la mostruosa cameriera della francese che si risveglia e completa l’opera. Gli uomini sono due: giovani, volonterosi e un po’ sbiaditi, protagonisti - loro malgrado – di quel mese di orrore. In verità di uomini ce n’è un terzo, il commissario-capo che Scardigli inquadra sempre attraverso strani movimenti da insetto, segno effettivo di disturbo psichico. E poi i collaboratori, anch’essi non anonimi ma vitali e partecipativi nei percorsi professionali e di vita in cui sono impegnati. Un giudizio complessivo sul volume mi porta all’idea di un ricamo la cui trama rivela piano piano, giorno dopo giorno, il suo disegno. Un ricamo di fili di vita, sottilissimi ma robusti, con a fianco vuoti di morte, specchio forse del mazzo consumato di tarocchi, tra le dita veloci della zingarella dagli occhi dorati. Penso che Scardigli ami la sua famiglia e nella paginetta dei ringraziamenti mi sono chiesta più volte: “Chi sono il Topo e la Tartaruga che appartengono alla vita felice di tutti i giorni?”. 

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