Sabato 16 Febbraio 2019

Governo pone la fiducia alla Camera sul decreto semplificazioni che penalizza il settore offshore

Martedì 5 Febbraio 2019

A rischio un settore con 10.000 posti di lavoro a Ravenna

Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto semplificazioni. A comunicarlo all'aula è stato il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro. Il decreto, che ieri è stato esaminato in commissione attività produttive, ha già avuto il via libera del Senato il 29 gennaio. Al momento dell'annuncio da parte del ministro è scoppiata la bagarre in Aula, con la protesta delle opposizioni. Il Dl Semplificazioni contiene anche le nuove norme che penalizzano il settore dell'oil&gas e un ramo importante dell'industria ravennate, mettendo a rischio 10.000 posti di lavoro, come è stato ricordato oggi nel corso della manifestazione promossa dal Sindaco e tenutasi in Municipio a Ravenna.

 

Dunque il grido di allarme e di dolore lanciato da Ravenna per il rischio di crollo di un settore strategico dell'economia del territorio non è stato recepito. E quell'appello a "ripensarci" che molti - Sindaco Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini, esponenti delle imprese e dei sindacati - avevano indirizzato al governo non è stato ascoltato. Così come è rimasto senza ascolto l'appello indirizzato al vice primo ministro nonchè capo della Lega Matteo Salvini affinchè venisse a Ravenna a parlare con imprenditori e lavoratori del settore. Salvini oggi non era a Ravenna e non è prevista una sua visita in città per affrontare questo tema.

Gli stessi leghisti romagnoli che nelle settimane scorse avevano cercato di smarcarsi dal M5S sulla questione, sperando in un intervento del loro leader nazionale, per ora tacciono. 

"È un provvedimento sbagliato - aveva detto il Sindaco de Pascale in Municipio questa mattina - che contestiamo sia perchè non sono state ascoltate le voci del settore dell'offshore, sia perchè c'è un problema di metodo. È un provvedimento sconclusionato che getta nell'incertezza tutto un comparto. Oltre al grave problema della sospensione per 18 mesi alle ricerche in mare di idrocarburi, sono preoccupanti anche le ricadute dovute all’aumento di 25 volte dei canoni annuali di coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi."

"Quello che chiediamo, con l'iniziativa di oggi, è che la norma sia cancellata e sia aperto un tavolo di confronto per un piano energetico nazionale" aveva concluso de Pascale, invitando nuovamente il viceprmier Matteo Salvini a venire a Ravenna, per confrontarsi con imprese e lavoratori del settore: "se Salvini è consapevole che l'emendamento è sbagliato, perchè non ha fatto nulla per non farlo approvare?" 

La risposta di Salvini non è arrivata. E quella del Governo è secca e burocratica quanto una fiducia: ovvero Lega e M5S vanno avanti per la loro strada, che in questo caso davvero non è la strada del settore oil&gas ravennate e romagnolo.

 

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