Lunedì 17 Dicembre 2018

BEST WEEKEND / La classe operaia va in paradiso e poi musica, ceramiche e per finire la Segavecchia

Sabato 10 Marzo 2018
Lino Guanciale (foto Elle)

Ci siamo appena lasciati alle spalle un weekend all'insegna della politica e per non farci mancare nulla proponiamo come primo appuntamento del weekend un testo teatrale "politico" tratto dal cinema: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, portato sul palcoscenico dell'Alighieri di Ravenna sabato 10 e domenica 11 marzo per la regia di Claudio Longhi, con Lino Guanciale nel ruolo che fu di Gian Maria Volontè.

 

A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, La classe operaia va in paradiso torna con una scelta registica che ne esalta la forte componente ideologica, allo stesso tempo rendendola particolarmente attuale. Lo spettacolo diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso sulla recente storia politica e culturale del nostro paese. Protagonista dello spettacolo è Lino Guanciale, attore seguitissimo anche in tv, che interpreta l’impegnativo ruolo che fu di Gian Maria Volontè, a fianco di un cast di validissimi attori.

«L’idea di usare La classe operaia va in paradiso come materiale per questa produzione è stata mia. - ricorda Lino Guanciale - Da tempo con il regista Claudio Longhi si parlava di lavorare a teatro su dei classici del cinema, e alla fine è stata una scelta d’istinto. Non ci interessava però una riduzione per il teatro ma costruire invece un’operazione metalinguistica, che consentisse sia a noi che al pubblico di trattare il classico in maniera laboratoriale, cioè come un materiale attraverso il quale emozionarsi ma anche cercare di stabilire connessioni tra ieri e oggi. Ho cercato di lavorare sul testo come se fosse un qualunque testo teatrale, con il quale misurarmi tramite proposte mie e coniugando tutto con la gloriosa interpretazione di Gian Maria Volontè».

La vicenda è quella dell'operaio Lulù Massa, stakanovista odiato dai colleghi, osannato e sfruttato dalla fabbrica BAN, che perso un dito scopre per un istante la coscienza di classe. Qui si intreccia con le vicende che hanno accompagnato la genesi e la ricezione contestatissima del film. Accanto ai grotteschi personaggi della pellicola, si alternano sulla scena lo sceneggiatore e il regista, qualche spettatore e alcune figure curiose e identificative della nostra letteratura a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. «Riattraversarne la vicenda con lo sguardo disilluso del nostro presente – afferma il regista Claudio Longhi – a quasi dieci anni dall'ultima crisi economica mondiale, significa riflettere su quanto quell'affresco grottesco immaginato da Petri nel 1971 sia più o meno distante. Un tempo, il nostro, post-moderno e post-ideologico, che fatica a riconoscere in modo netto i tratti di una qualsivoglia “classe operaia”, dispersa e nascosta dietro gli innumerevoli volti del lavoro “flessibile”. Se dunque l'inferno umido e grasso della fabbrica cottimista dell'operaio Lulù Massa appare ben lontano dagli asettici e sterilizzati spazi industriali o dai lindi uffici dei precari odierni, lo stesso non è del ritmo ossessionante e costrittivo di una quotidianità, allora e ancora oggi, alienata». 

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO - TEATRO ALIGHIERI - RAVENNA

Sabato 10 marzo - Ore 21 / Domenica 11 marzo - Doppio spettacolo alle ore 15.30 e alle ore 21 / Biglietteria Teatro Alighieri tel. 0544 249244 - Per informazioni www.ravennateatro.com / www.teatroalighieri.org

 

 

 

Cambiamo assolutamente genere e ci trasferiamo al Bronson di Madonna dell'Albero dove sabato 10 marzo sono di scena i Belize. Dopo aver presentato il loro album d’esordio “Spazioperso” al Mi Ami 2016, i Belize hanno intrapreso un fortunato tour nei club e nei festival, presentandosi come uno dei nomi più originali e interessanti del panorama indipendente italiano. Il loro sound ricercato ed essenziale esplora le varie sfaccettature della musica urban più attuale, scomponendo e ricomponendo mondi sonori influenzati dal rap e dall'elettronica con suoni e stili contemporanei di derivazione pop. Il 2017 per i Belize è l'anno della maturità: dopo essersi distinti alle audizioni di X-Factor 11 per l'unicità della proposta artistica, la band varesina è uscita nel novembre scorso con un nuovo lavoro, l'EP "Replica", anticipato dal lancio del singolo “Pianosequenza".

BELIZE - BRONSON - MADONNA DELL'ALBERO (RA)

Sabato 10 marzo - Ore 21.30 / Info: Bronson Produzioni 333 2097141 / www.bronsonproduzioni.com

 

 

 

Dalla musica passiamo all'arte ceramica. Al MIC di Faenza è allestita dal 3 marzo una mostra dedicata alla gloriosa Manifattura Lenci di Torino, a cura di Valerio Terraroli e Claudia Casali, con la collaborazione di Stefania Cretella e Maria Grazia Gargiulo. Sono esposte 150 opere provenienti dalla Collezione Giuseppe e Gabriella Ferrero, la più importante e ricca collezione dedicata alla storica manifattura torinese, a cui si aggiungono, per un confronto, alcuni esemplari della Manifattura Essevi (che ne imitava lo stile, fondata nel 1934 da Sandro Vacchetti, fuoriuscito dalla Lenci).

La Manifattura Lenci nacque su iniziativa di Enrico Scavini e della moglie Elena König Scavini nel 1919 per produrre bambole e "giocattoli in genere, mobili, arredi e corredi per bambino", ma anche un particolare tessuto per arredi, arazzi, bambole conosciuto, appunto, come “pannolenci”. Nel 1927 l’azienda decise di aggiungere a quella produzione una linea di piccole figure e oggetti in ceramica smaltata, dando vita ad un ricchissimo catalogo di sculture d'arredo e oggetti. La manifattura Lenci si avvalse della collaborazione creativa di importanti artisti torinesi come Sandro Vacchetti, Gigi Chessa, Mario Sturani, Abele Jacopi, Ines e Giovanni Grande, Felice Tosalli, ma anche la stessa proprietaria, Elena König Scavini, alla quale si deve la fortunata serie delle “Signorine”.

Le sculture ceramiche di Lenci traevano ispirazione dalle contemporanee riviste di moda, tra scene di costume e figure di giovani donne accattivanti e maliziose, raccontando il gusto di un’epoca e di una società. Donne sportive, attrici, ma anche scene galanti, balli di coppia, temi rurali e mitologici, favole, grotteschi e buffi bambini, nudi femminili al limite del lezioso e donne giocosamente provocanti, accanto a Madonne con Bambino, delicate e rassicuranti, sono il repertorio visivo di una collettività in bilico tra le alterne vicende storiche del Ventennio, status symbol immancabili nei salotti della borghesia italiana. Allo stesso tempo Lenci è stata un'importante realtà industriale ed economica e una straordinaria avventura artistica capace di guardare ad esempi europei, come le Wiener Werkstätte di Vienna e le porcellane tedesche e danesi, e di competere a livello internazionale con le maggiori manifatture ceramiche.

LENCI COLLEZIONE GIUSEPPE E GABRIELLA FERRERO - MIC MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE - FAENZA

Sabato 10 e domenica 11 marzo apertura dalle 10 alle 17.30 (chiuso il lunedì) / Info: www.micfaenza.org 

 

 

Un altro cambiamento repentino e stavolta andiamo a una festa del folklore locale: la Segavecchia che si festeggia in molti paesi ma in particolare a Cotignola. Per l'occasione il 7 marzo scorso sono state inaugurate diverse mostre per accompagnare i festeggiamenti della Segavecchia fino a domenica 11 marzo. “La Segavecchia è la festa più caratteristica del nostro paese e quindi abbiamo pensato di sfruttare queste giornate per permettere alle persone di ammirare tre esposizioni in un contesto inedito e irripetibile. - ha dichiarato il sindaco di Cotignola Luca Piovaccari - Inedito, poiché i lavori di ristrutturazione sono appena terminati e dunque gli spazi non sono ancora stati svelati; irripetibile, perché difficilmente in futuro si riproporrà l’occasione di avere l’intero municipio privo di arredi, e che si presta quindi come sede perfetta per ospitare delle mostre che valorizzano le tradizioni storiche, artistiche e culturali di Cotignola”. La Segavecchia si tiene fino a domenica 11 marzo con spettacoli tutte le sere e il corteo mascherato la domenica pomeriggio. Attivo anche lo stand gastronomico (domenica aperto anche a pranzo). 

Tre di queste esposizioni si trovano quindi nei rinnovati locali del Municipio, in piazza Vittorio Emanuele II, la quarta esposizione si trova invece alla chiesa del Pio Suffragio, in Corso Sforza 19 (qui le opere pittoriche di Giacomina Tarlazzi). La mostra più caratteristica è quella curata dalla Pro loco, che porta in municipio le grandi maschere allegoriche di cartapesta che fanno vivere la Segavecchia (nella foto in alto).

Ma veniamo alla sfilata. Domenica 11 marzo alle 11 dal Piazzale della Pace, presso la collegiata Santo Stefano, partirà il corteo storico per la celebrazione della messa solenne con benedizione degli stemmi rionali, mentre al pomeriggio ci sarà il momento più atteso: alle 15 partirà il corteo mascherato della Vecchia, con gruppi di prima visione, accompagnato dalla banda musicale Città di Sarsina; i figuranti sfileranno fino alle 17, quando ci sarà la premiazione dei gruppi, mentre alle 17.30 la lettura della sentenza con lancio della bambolina darà inizio al rogo della Vecchia. Alle 20.30, all’arena spettacoli, conclude la serata la band The Crew. In caso di maltempo il corteo sarà rimandato alla domenica successiva. 

FESTA DELLA SEGAVECCHIA - COTIGNOLA

Sabato 10 e domenica 11 marzo / Il programma completo è disponibile sul sito www.prolococotignola.com / Le esposizioni in Municipio sono visitabili il 10 marzo dalle 15.30 alle 18.30 e dalle 20.30 alle 22, l’11 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 / L’esposizione alla chiesa del Pio Suffragio è aperta sabato e domenica dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19 e dalle 20 alle 22) / Tutte le mostre sono a ingresso gratuito

 

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