Martedì 18 Giugno 2019

LA POSTA DEI LETTORI / Il 4 marzo si scelgono i Consigli di Zona di Cervia, ma dov'è la democrazia?

Sabato 17 Febbraio 2018 - Cervia

Domenica 4 marzo, in concomitanza con le elezioni politiche, si eleggeranno a Cervia i Consigli di Zona con un nuovo Regolamento approvato a maggio 2017 dal Consiglio Comunale all’unanimità. E' il caso di dire che non è mai troppo tardi visto che sono trascorsi ben 4 anni dall’insediamento dell’attuale Amministrazione.

 

Il sindaco afferma che il regolamento è stato scelto dai cittadini ed è una vera rivoluzione. Purtroppo non è così: nel lungo “percorso partecipativo” realizzato in 7-8 incontri, le presenze si sono progressivamente ridotte a poche persone; la metà dei Consigli di zona tuttora in carica non vi ha partecipato; e soprattutto molte interessanti proposte sono state approvate e verbalizzate nei reports di ogni incontro ma inutilmente poichè non sono state tenute in alcuna considerazione nella stesura finale del Regolamento.

 

Tra le novità si sottolinea che il “nucleo operativo” di ogni Consiglio, eletto dai cittadini, non è più composto da un numero variabile da 7 a 9 membri in proporzione al territorio, ma da soli e sempre 5 consiglieri, tra i quali il presidente, risultato eletto con più voti, che sceglie il vicepresidente ed il tesoriere.

 

Non solo i consiglieri eletti ed il gruppo dei collaboratori, ma anche i cittadini interessati a partecipare ed esprimere le proprie decisioni con un voto nelle assemblee del Consiglio, devono presentarsi muniti di carta di identità ed aver sottoscritto, per adesione formale, il “Decalogo Etico”, come impegno a rispettare un dettagliato codice di comportamento che nemmeno il sindaco, i consiglieri e gli assessori sono tenuti a sottoscrivere al momento dell’insediamento del loro mandato.

 

Il regolamento prevede che il Consiglio di zona potrà esprimere un parere consultivo sugli atti dell’Amministrazione riguardanti il territorio di propria competenza ma non dice che tale parere dovrà essere riportato nella relativa delibera.

 

Tra le competenze del Consiglio di zona non è prevista la possibilità di esprimere pareri sugli atti di politica generale dell’Amministrazione quando abbiano attinenza col territorio di propria competenza, quali ad esempio:
- bilancio preventivo del Comune e piani poliennali di investimento;
- PSC, RUE e POC e sue varianti specifiche, piani del traffico o di viabilità, piani commerciali e artigianali;
- utilizzo delle proprietà comunali, opere di urbanizzazione e localizzazione di edifici destinati a servizi pubblici;
- gestione dei beni, dei servizi delle istituzioni pubbliche, sanitarie, scolastiche, assistenziali, ricreative e sportive.

 

E’ singolare poi che dopo due anni, l’operato dei 5 consiglieri possa essere sottoposto a verifica da un’assemblea di cittadini che, a maggioranza dei presenti, abbia il potere di revocare una o più consiglieri.
Ma è questa la tanto proclamata democrazia rappresentativa e partecipativa?

 

Giovanni Piccinelli

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