Martedì 24 Aprile 2018

Funzionari Hera arrestati: per l'accusa chiedevano soldi e regalìe a chi dovevano controllare

Sabato 13 Gennaio 2018
Da sinistra: il comandante della GdF, Andrea Fiducia, il procuratore capo Alessandro Mancini e il sostituto, Monica Gargiulo

In manette, ai domiciliari, sono finiti Andrea Galliani, 51 faentino e Roberto Gambetti, 61enne ex assessore ai lavori pubblici per il Comune di Massa Lombarda

Concussione e induzione indebita. Queste le accuse con le quali sono finite agli arresti domiciliari Andrea Galliani, 51enne faentino e Roberto Gambetti, 61 anni ed ex assessore ai lavori pubblici per il Comune di Massa Lombarda, entrambi funzionari di Hera, per la quale avrebbero dovuto svolgere attività di controllo sui lavori pubblici eseguiti da ditte in appalto, alle quali invece, come emerge dalle indagini, chiedevano denaro e altri favori, in cambio di regolarità nei pagamenti. La notizia è riportata dal Corriere di Romagna, edizione Ravenna, di oggi, sabato 13 gennaio. 

L'indagine, che sta facendo molto scalpore, è partita nel 2014 da una denuncia presentata alle Fiamme gialle da un'imprenditore faentino del settore edile e movimento terra, stanco di stare al gioco dei due indagati.

Sotto i riflettori dei finanzieri è finito un periodo di tempo piuttosto lungo, dal 2004 al 2016, durante il quale i due indagati avrebbero preteso dalle ditte che dovevano controllare per l'esecuzione di lavori pubblici appaltati da Hera, denaro e altre utilità, sfruttando il loro ruolo e la possibilità di incidere sui pagamenti legati allo stato di avanzamento dei lavori.

Difficile ipotizzare l'ammontare di quanto indebitamente ottenuto, ma si parla di cifre importanti, se si pensa che solo nel 2006 l'imprenditore che ha dato avvio alle indagini con la denuncia avrebbe corrisposto a Galliani tenaro per 50mila euro.

Tra le richieste dei due funzionari Hera non figurava solamente il denaro ma anche manodopera e materiale per ristrutturare immobili di proprietà di amici e familiari, regalìe come elettrodomestici per la casa e pare anche il pressing ai titolari di due ditte (una imolese e una cesenate) per sposorizzare un evento del Pd, ipotesi di accusa questa, che però non è stata accolta dal gip Antonella Guidomei tra i motivi di custodia cautelare.

Gli indagati, attualmente agli arresti domiciliari, sono difesi dagli avvocati Giorgio Guerra e Benedetto Bevilacqua, mentre l'indagine delle Fiamme Gialle è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ravenna, nelle persone del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto procuratore, Monica Gargiulo.

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  • Foto e nomi così si vergogneranno un pò, forse

    13/01/2018 - Francesca



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