Lunedì 22 Gennaio 2018

Funzionari Hera arrestati: accusati di concussione per centinaia di migliaia di euro

Venerdì 12 Gennaio 2018

21 i capi di imputazione a loro carico - 5 o 6 le aziende concusse - Le indagini partite dalla denuncia di un imprenditore - Gli episodi criminosi sono andati avanti dal 2004 al 2015 - Hera li ha già sospesi

Concussione e induzione indebita. Sono queste le due accuse più pesanti che hanno portato agli arresti domiciliari due funzionari di Hera SpA: un ingegnere dell’Ufficio Direzione Lavori e un assistente di cantiere. I nomi sono coperti da segreto istruttorio e non sono stati forniti oggi - venerdì 12 gennaio - durante la conferenza stampa in Procura, convocata dal Procuratore della Repubblica Alessandro Mancini e dal Comandante della Guardia di Finanza Andrea Fiducia. I due tecnici pretendevano danaro e altri favori di ogni genere dalle ditte incaricate di eseguire lavori per Hera SpA. 

 

Anziché controllare l’operato delle ditte, i due esercitavano pressioni e attività estorsiva-concussiva approfittando della loro posizione di forza, ricattavano le aziende in particolare sui SAL e sui pagamenti e chiedevano in cambio soldi in contanti, lavori presso abitazioni private e dazioni di altra natura.

Sono ben 21 i capi di imputazione a carico dei due. La loro attività criminosa sarebbe iniziata addirittura nel 2004 e proseguita fino alla fine del 2015. Complessivamente si parla di vantaggi personali per i due di diverse centinaia di migliaia di euro. In un solo episodio, nel 2006, uno dei due tecnici ha ottenuto in maniera estorsiva la somma di 50.000 euro. Le ditte coinvolte sono 5 o 6, distribuite fra la provincia di Ravenna e quella di Bologna. Le indagini sono partite quando un imprenditore - stanco delle prestazioni extra richieste - ha denunciato il tutto alla Guardia di Finanza. L'attività investigativa è stata condotta dalle Fiamme Gialle e coordinata dal Sostituto procuratore di Ravenna Monica Gargiulo.

 

L'arresto è avvenuto alle prime luci dell’alba, quando i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ravenna, nei confronti di due funzionari di HERA.

"Il provvedimento cautelare è stato adottato sulla scorta delle risultanze delle investigazioni svolte dai Finanzieri della Compagnia di Faenza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ravenna. - si legge nella nota della GdF - In particolare, le attività di indagine hanno permesso di accertare gravi e ripetuti episodi illeciti commessi da un ingegnere dell’ufficio Direzione Lavori e da un assistente di cantiere di HERA, i quali, abusando dei poteri derivanti dai ruoli ricoperti all’interno dell’azienda multiutilty, si procuravano somme di denaro, beni ed altre utilità per fini strettamente personali dagli imprenditori incaricati dell’esecuzione di opere pubbliche destinate a fornire servizi primari alla collettività."

 

Come si diceva, l’indagine, avviata oltre due anni fa, è scaturita dalla denuncia presentata alla Guardia di Finanza di Faenza da un imprenditore, stanco di sottostare alle molteplici ed incalzanti richieste provenienti dai due funzionari pubblici oggi arrestati, i quali pretendevano utilità economiche personali prospettando, in caso contrario, di ostacolare il pagamento dei corrispettivi dovuti per i lavori svolti ovvero di poter favorire altre imprese concorrenti nell’assegnazione di future commesse.

Le investigazioni sviluppate dalla Guardia di Finanza di Faenza hanno fatto emergere a carico dei due funzionari di HERA "la commissione di molteplici reati contro la Pubblica Amministrazione, caratterizzati da serialità ed ampia diffusione, mettendo in evidenza la spiccata propensione degli arrestati a servirsi delle funzioni pubbliche loro attribuite per scopi di personale arricchimento. Gli stessi, sebbene deputati a controllare la regolare realizzazione di opere destinate a finalità collettive, anche attraverso la rendicontazione e l’asseveramento dei lavori svolti, sono risultati intrattenere continui e stretti rapporti di favore con i soggetti economici esecutori delle opere da vigilare, in evidente conflitto di interesse con i delicati incarichi ricoperti e con le mansioni loro affidate, dirette al conseguimento del pubblico interesse."

 

Nelle indagini lunghe e complesse, la GdF ha usato intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Infatti, proprio "dal tenore dei colloqui telefonici intercettati, corroborati dall’esame della copiosa documentazione acquisita nonché da estese indagini finanziarie e da mirati servizi di osservazione e pedinamento effettuati dalle Fiamme Gialle, è emersa la scorretta e consolidata prassi dei due funzionari di lucrare i più disparati profitti personali dalle ditte incaricate dello svolgimento di opere commissionate da HERA: denaro contante, apparati tecnologici, elettrodomestici, oltre all’esecuzione di molteplici lavori edili presso immobili privati dei due indagati."

Contestualmente all’esecuzione della misura restrittiva nei confronti dei due dipendenti di HERA, la Guardia di Finanza ha proceduto ad effettuare anche 4 perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Ravenna, che hanno interessato le abitazioni nella disponibilità dei due arrestati.

Il procuratore della Repubblica ha precisato poi che Hera - ritenendosi parte lesa - ha già sospeso i due tecnici infedeli, mentre non ha escluso che le indagini siano ancora in corso e possano riguardare altri soggetti.

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