Mercoledì 18 Luglio 2018

Ravenna verso le elezioni del 4 marzo: tanti nomi in lizza per pochi posti. La Lega tenta Alberghini

Mercoledì 10 Gennaio 2018
Quattro possibili candidati di cui si parla: Pietro Vandini (M5S), Alberto Pagani (PD), Massimiliano Alberghini (LN) e Vasco Errani (LeU)

Sono da tempo iniziate le grandi manovre per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. La legge elettorale è cambiata. I posti prima ritenuti sicuri ora forse non lo sono più. Ci sono incognite tecniche e politiche. Ci sono alchimie complesse fra forze diverse, fra centro e periferia, fra province, fra collegi e listini bloccati. Insomma un vero rebus. E i voti sono da conquistare, perché le rendite di posizione sono sempre più esigue e i cittadini sempre più stanchi e sfiduciati, tentati dal non-voto.

Il nuovo sistema elettorale è fondamentalmente orientato in senso proporzionale, in cui ogni forza corre per sé. Ma presenta anche una certa vocazione a coalizzare forze diverse, prima o dopo il voto, per poter arrivare – sarà difficilissimo ma non impossibile – a mettere insieme i parlamentari di maggioranza per sostenere un governo.

 

LA LEGGE ELETTORALE E I COLLEGI

Si vota con un sistema misto: nei singoli collegi si vota con il sistema uninominale (ogni partito presenta il suo candidato e vince il candidato che ottiene più voti), mentre nelle circoscrizioni elettorali si vota su base proporzionale (i partiti presentano i loro listini bloccati ed eleggono un certo numero di parlamentari sulla base dei voti ottenuti).

Camera dei Deputati: sono due i collegi in cui è divisa la Provincia di Ravenna. Uno è il Collegio di Ravenna, Lugo e Cervia. L'altro è quello di Faenza con tutti comuni della Romagna Faentina aggregati a Forlì e 5 comuni forlivesi (Forlimpopoli, Bertinoro, Meldola, Modigliana e Tredozio), a cui si aggiungono anche due comuni della Bassa Romagna (Bagnara e Cotignola).

Senato della Repubblica: per la Provincia di Ravenna c'è sostanzialmente un unico collegio senatoriale.

Listini: Ai due deputati e al senatore bisogna aggiungere 4 deputati e 4 senatori che saranno eletti nei listini. Quanti di Ravenna? Non si sa, dipende da troppe variabili politiche. Per la Camera c'è una sola una Circoscrizione della Romagna – con tutte e tre le province – che elegge 4 deputati. Per il Senato siamo nella Circoscrizione Bologna-Romagna che elegge 4 senatori. 

 

IL PARTITO DEMOCRATICO

Ed ora vediamo che cosa sta succedendo nelle principali forze politiche. Il PD di Ravenna aveva 4 parlamentari nel 2013 (o meglio tre più uno). Parliamo di Alberto Pagani, Josefa Idem e Stefano Collina. Poi era entrato in Parlamento anche Andrea Maestri in quota PD, ma nel frattempo era cominciata la diaspora e quindi Maestri era poi finito nel Gruppo Misto poi in Possibile ed ora è con Liberi e Uguali.

Ravenna ha a disposizione due collegi per la Camera, ma uno di questi in larga coabitazione con Forlì, e uno sostanzialmente per il Senato. Poi i candidati ravennati potranno trovare posto anche nei due listini bloccati: quello per il Senato e quello per la Camera. C’è il forte rischio che il PD nazionale dirotti da queste parti - nei collegi ma anche nei listini - candidati da eleggere a tutti i costi, perché le storiche roccaforti sono sempre feudi relativamente sicuri di voti al PD. Dunque i posti certi per gli esponenti dei Democratici ravennati si riducono. In questi giorni è in corso una campagna di ascolto e di confronto del PD nei circoli della provincia.

Il gruppo dirigente dei Democratici punta sicuramente alla riconferma di Alberto Pagani e Stefano Collina. Josefa Idem invece dopo la prima tribolata esperienza è a fine corsa: aveva già detto che non era disponibile a un secondo mandato. Il PD ravennate punterà certamente a spuntare un terzo nome per il Parlamento. Ma certamente prima di tutto farà le barricate per difendere e confermare i suoi due parlamentari uscenti, sui quali il partito esprime un giudizio molto positivo, come ha ribadito il segretario provinciale Alessandro Barattoni.

 

LIBERI E UGUALI

A sinistra del PD ci sono ben due deputati in attesa di conferma: c’è Giovanni Paglia eletto in quota SEL poi transitato in Sinistra Italiana e infine in Liberi e Uguali. Accanto a lui c’è appunto Andrea Maestri, di cui abbiamo già detto. E poi c’è il terzo candidato forte: Vasco Errani di Art. 1 MDP. Proprio in questi giorni la neonata formazione creata da Bersani, Speranza, D’Alema ed Errani dopo l’uscita dal PD e ora confluita in Liberi e Uguali, ha messo sul piatto i suoi candidati locali per il Parlamento, una rosa piuttosto ampia. Si tratta di Antonio Bandini assessore nella Giunta di Faenza, Giulia Bratta una laureanda di 25 anni, Federica Degli Esposti coordinatrice provinciale del movimento, Roberto Dradi dirigente di azienda, Errani Vasco,  Arianna Marchi operatrice sociale faentina, Ilaria Morigi avvocata che da Sinistra per Ravenna (accanto a Valentina Morigi) ora ha deciso di scegliere la nuova impresa politica, infine Massimo Savini tecnico.

Naturalmente, oltre ai candidati di Art. 1 MDP ci saranno quelli ravennati di Possibile e poi quelli di Sinistra Italiana (Giovanni Paglia, Alessandra Govoni e Leonardo Altieri) e poi quelli delle altre province e magari le richieste nazionali. Dunque, dal frullatore delle candidature per Liberi e Uguali uscirà una bella scrematura anche perché i posti disponibili in Parlamento per la formazione di Pietro Grasso non sono molti e - soprattutto - non sono così sicuri. I voti alla lista e nei collegi uninominali sono una vera e propria incognita soprattutto laddove esponenti storici del PCI-PDS-DS-PD dovessero scontrarsi con gli stessi compagni di partito... fino a ieri. Il sangue scorrerà. Quello elettorale, s'intende.

 

MOVIMENTO 5 STELLE

Il M5S della provincia di Ravenna non aveva rappresentanti in Parlamento. Nel campo grillino si aspettano le parlamentarie che dovrebbero tenersi entro una settimana al massimo. Al momento si sa solo che tre si sono autocandidati per la corsa al Parlamento secondo le ormai note procedure interne al movimento: Fabrizio Martelli e Pietro Vandini di Ravenna, Francesca Savelli di Faenza. Non abbiamo notizie al momento di altre auto-candidature. E sia per le norme sia per le pratiche del M5S è bene andare cauti con le candidature. Come sarà andata a finire lo sapremo forse solo il 28 gennaio, a liste presentate.

 

LEGA NORD E FORZA ITALIA

Nel centro-destra c’è un parlamentare uscente Gianluca Pini della Lega Nord che ha annunciato a sorpresa che forse non sarà della partita e che potrebbe fare altro nella vita. La notizia è riportata oggi dal Corriere di Romagna nella cronaca di Chiara Bissi. Pini dice che è nato leghista con Bossi e resta leghista anche con Salvini (ma all’ultimo congresso ha appoggiato il candidato che si opponeva a Salvini e che ha perso) e continuerà a lavorare per la Lega anche si può fare altro oltre al parlamentare. A sorpresa Pini ha lanciato la candidatura di Massimiliano Alberghini, il competitor del Sindaco Michele de Pascale alle ultime elezioni amministrative ravennati. Pare di capire che Pini lo vorrebbe in un collegio uninominale come candidato di tutto il centro destra anche se designato dalla Lega.

Un candidato che andrebbe bene anche a Forza Italia e a tanti altri moderati. Insomma, Pini vorrebbe ritentare l’impresa di battere il PD in un suo feudo, quell'impresa che il centro destra mancò per un pelo alle amministrative, proprio con il civico Alberghini. Del resto ora il PD è più isolato e più debole di allora e subisce una discreta concorrenza a sinistra da parte di Liberi e Uguali.

Alberghini a domanda non risponde. Chiaramente la cosa lo lusinga e si capisce. Ma ci sono troppe cose in ballo e troppe variabili politiche che non dipendono da lui. Preferisce non rilasciare dichiarazioni. Ma pare di capire che la proposta di Pini non è una semplice boutade.

Alberto Ancarani consigliere comunale di Forza Italia è di questo parere, anche se precisa: “La proposta di Alberghini ha un senso se è una proposta sempre di sapore civico in grado di riunire i moderati e di andare oltre il campo di Lega Nord o Forza Italia, come è stato alle ultime elezioni amministrative. Quindi lo vedrei bene candidato anche in quota Lega ma gradito a tutto il centro destra nel collegio uninominale di Ravenna. Se invece Alberghini finisse in un listino bloccato di una forza politica verrebbe meno al suo spirito e mandato civico e perderebbe molte delle sue potenzialità.”

Insomma, quasi un via libera. Quanto alle candidature di Forza Italia, lui, Ancarani, ha dato la sua disponibilità ma dice che è un terno al lotto e che fino alla chiusura delle liste del 28 gennaio non si saprà assolutamente nulla di preciso. Meglio essere cauti dice Ancarani: "Spesso chi entra Papa in conclave esce Cardinale".

 

E GLI ALTRI

E gli altri? Gli altri non hanno alcuna speranza di prendere seggi a Ravenna. Nè Potere al Popolo, nè Fratelli d'Italia, nè le liste minori di Centro sinistra o Centro destra. Nè è ancora chiaro chi e come si presenterà al voto (alcuni devono raccogliere le firme). Dunque, attendiamo di saperne di più quando saranno presentate tutte le liste.

In tutto questo bailamme sulle candidature c’è da registrare probabilmente qualche dilemma amletico. Quello di Alvaro Ancisi, per esempio. Per chi votare? Per un candidato del PD alleato di Pier Ferdinando Casini, che è stato in tutti questi anni il riferimento nazionale di Ancisi ma che oggi si ritrova a fianco di Matteo Renzi? O per un candidato moderato, che so Alberghini, che è una sua creatura politica oltre che di Pini? Un bel dilemma. Votare insieme a de Pascale e compagni a cui si è opposto fieramente anche alle ultime elezioni, oppure votare insieme a Gardin, Ancarani e Alberghini con cui ha condiviso quasi tutte le battaglie in consiglio comunale?

L’altro dilemma è quello della Pigna che a livello nazionale sta con Stefano Parisi già delfino di Berlusconi e poi buttato giù prima di salire su. Parisi sta cercando di salire ora su uno strapuntino di Berlusconi. Ma che faranno la Verlicchi e Ticchi? Voteranno insieme a Ancarani e Gardin con i quali da sempre non corre buon sangue, per usare un eufemismo? Oppure chi?

Son dilemmi.

 

A cura di P. G. C.

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