Sabato 16 Dicembre 2017

Processo a Matteo Cagnoni per l'omicidio Ballestri: ammesse tutte le parti civili

Martedì 10 Ottobre 2017

La difesa chiede la sospensione del processo e fa ricorso alla Cassazione, ma il processo continua

Alle 18 del pomeriggio di oggi - martedì 10 ottobre - è calato il sipario sulla prima giornata di udienza del processo a Matteo Cagnoni imputato per l'omicidio di Giulia Ballestri, nell'aula della Corte d'Assise di Ravenna. Una giornata complessa ed estenuante, non priva di colpi di scena. Dopo due ore di camera di consiglio la Corte ha deciso, nel primo pomeriggio, di respingere la richiesta dei difensori dell'imputato di escludere le parti civili. Richiesta avanzata in mattinata. La Corte non solo ha deciso di confermare la presenza di Udi, Linea Rosa e Comune di Ravenna fra le parti civili del processo, ma di accettare anche la richiesta di costituzione, respinta in sede di udienza preliminare, dell'Associazione dalla parte dei minori

A questo punto l'avvocato Trombini del foro di Bologna, difensore di Cagnoni, ha presentato istanza di rimessione del processo alla Suprema Corte di Cassazione per legittima suspicione motivandola con la campagna mediatica che ha coinvolto le varie fasi del processo. Insomma, per la difesa il clima a Ravenna non sarebbe favorevole alla possibilità di celebrare un equo processo. In attesa del pronunciamento della Cassazione, l'avvocato Trombini ha chiesto la sospensione del processo. La richiesta è stata respinta. Il processo dunque continua.

L’ultima fase del dibattimento si è concentrata poi sulle eccezioni di nullità-inammissibilità presentate dal difensore dell’imputato, l’avvocato Trombini, nei confronti di alcuni atti di indagine. Si tratta di eccezioni già sollevate dal legale in occasione dell’udienza preliminare relative alle intercettazioni telefoniche, all’autopsia, alle analisi sul contenuto gastrico della vittima Giulia Ballestri e per determinare l’ora della morte. Per quanto riguarda invece le analisi della scheggia di legno trovata nei jeans dell’imputato, presumibilmente appartenente all’arma del delitto, tutto è stato rinviato all’eventuale decisione del Pm di acquisire anche questo elemento fra le prove del processo.

Al difensore di Cagnoni ha risposto punto per punto il Pm Cristina D’Aniello che ha chiesto alla Corte di rigettare le eccezioni della difesa. Richiesta alla quale si sono associate tutte le parti civili. Cosa deciderà in merito la Corte, lo sapremo solo giovedì 26 ottobre.

Vista l’ora, il presidente Corrado Schiaretti ha infatti deciso di aggiornare il processo a quella data. Il 26 ottobre quindi i giudici togati e popolari decideranno se accogliere o meno le eccezioni presentate dalla difesa di Cagnoni. Il processo continuerà poi a partire dal 3 novembre - ogni venerdì - fino alla fine dell’anno. 

 

A cura di Ro. Em.

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  • Che dire. Spiace tanto per i figli che devono subire, non hanno più la mamma il papà è accusato di averla uccisa , i nonni soffrono sia quelli da parte di madre che quella del padre. La moglie è stata uccisa in modo così violento.Che peccato, una sofferenza così immensa. Speriamo almeno che giustizia venga fatta.

    11/10/2017 - Donatella



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